HDR, high dynamic range, HDR10, HDR10+, Dolby Vision, HLG, gamma dinamica, gamma cromatica, luminosità, 15 stop

L’HDR è l’ultima grande tendenza che sta influenzando il settore video e si preannuncia come uno degli sviluppi più interessanti nel campo dei video dal 1080p.

In primo luogo, l’HDR di cui stiamo parlando è diverso da quello fotografico che esiste da anni.

Questa tecnica consiste nello scattare foto con esposizioni differenti avendo la possibilità di unirle (merging) successivamente in post per ottenere tutti i dettagli sia nelle basse che nelle alte luci.

Il video HDR invece è costituito da una singola esposizione. Il lavoro che si fa in camera è lo stesso, ma a cambiare è la post-produzione, in particolare la color. In questo modo è possibile ottenere dei contenuti che possano sfruttare i nuovi display HDR in grado di mostrare una gamma dinamica molto più ampia rispetto ai monitor e alle tv tradizionali.

Per tradizionali intendo quelli che utilizzano uno standard televisivo chiamato Rec.709 che è stato introdotto intorno al 1990.

Sebbene le attuali videocamere possano registrare anche fino a 15 stop di gamma dinamica, il profilo rec.709 può visualizzare solo tra 6 e 7 stop.

Affinché un televisore o un monitor siano in grado di visualizzare l’HDR, è necessario disporre di un rapporto di contrasto sufficientemente alto, di neri abbastanza scuri e di bianchi abbastanza luminosi.

Deve inoltre essere in grado di accettare colori a 10 bit per visualizzare una gamma di colori più ampia rispetto alla normale tecnologia rec.709. Dal punto di vista dell’acquisizione, le videocamere più evolute sono già perfettamente in grado di catturare l’HDR. È sufficiente utilizzare un formato di registrazione in log che permetta l’acquisizione della gamma dinamica più ampia possibile.

Anche sul set s’iniziano a vedere alcuni prodotti che permettono di monitorare in HDR.  Atomos si è già distinta in questo settore con la serie Flame e SmallHD ha rilasciato monitor di produzione con funzionalità HDR fino a 32″.

Questo permette di avere una previsualizzazione più fedele che permette di utilizzare la stessa tecnologia già in fase di produzione.

La post-produzione è il processo dove il lavoro si differenzia maggiormente dalla normale realizzazione video.

I software di montaggio e color correction hanno iniziato a introdurre il supporto per l’ HDR. DaVinci Resolve è stato il primo in grado di gestirlo, Avid, Premiere, Final cut, nei loro ultimi aggiornamenti sono tutti HDR compatibili.

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Riguardo alla distribuzione è ancora un punto interrogativo, l’unico dato certo è che i siti di streaming online come Netflix e Amazon Video hanno già iniziato ad aggiornare i loro titoli di punta per avere le versioni HDR. Inoltre, anche YouTube supporta i contenuti HDR, e ha un canale completamente dedicato.

Tralasciando i tradizionali canali televisivi lenti ad adeguarsi alle nuove tecnologie, è invece possibile che i canali in streaming facciano sempre più utilizzo di questa tecnologia. È importante considerare il fatto che non richiede una larghezza di banda extra.

Nel prossimo articolo vi parlerò dei vari formati HDR presenti sul mercato, e in modo più approfondito delle caratteristiche tecniche che devono avere i nuovi schermi.

Per ritornare al titolo, ecco cosa pensa Neil Hunt, Chief Product Officer di Netflix:

“La tecnologia HDR è incredibile e continuerà a migliorare. Offre una verosimiglianza mai vista prima sugli schermi televisivi, per un’esperienza molto più realistica e stimolante. Potrebbe addirittura venirvi voglia di mettere gli occhiali da sole!”.

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